Biopsia del Linfonodo Sentinella
 

In presenza di una neoplasia maligna le linee guida nel trattamento dei linfonodi locoregionali  sono state per molti anni oggetto di numerose controversie in letteratura.

Al giorno d'oggi questa problematica è stata superata mediante l'introduzione della Biopsia mirata del Linfonodo Sentinella (sentinel node biopsy).

Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo interposto sulle vie linfatiche che drenano la sede corporea sede del tumore maligno primitivo. Solitamente il linfonodo sentinella viene a trovarsi in corrispondenza di una delle principali stazioni linfatiche (ascellari, inguinali, laterocervicali, ecc.) ma raramente può avere una localizzazione intermedia tra la sede del tumore e la stazione linfonodale locoregionale.

La biopsia mirata del linfonodo sentinella viene resa possibile grazie alla esecuzione di una linfoscintigrafia preoperatoria che marca il linfonodo sentinella con un isotopo radioattivo rendendolo quindi facilmente identificabile intraoperatoriamente con una gamma camera.

E' un intervento che richiede una equipe specialistica composta da un medico nucleare, un chirurgo ed un istologo che abbiano una vasta esperienza specifica nella metodica. L'equipe del nostro centro vanta un esperienza di circa 2000 procedure eseguite negli ultimi 14 anni.  La esperienza specifica dell'equipe consente di ridurre la invasività degli interventi chirurgici rendendoli effettuabili in anestesia locale con una leggera sedazione in circa ill 90% dei casi.

Nel 30% dei pazienti i linfonodi sentinella possono essere più di uno senza che questo comporti alcun significato in senso prognostico.

L'esame istologico non viene effettuato in estemporanea al tavolo operatorio poiché le minime dimensioni delle micrometastasi,  talvolta costituite da nidi di poche cellule,  richiedono per la loro visualizzazione colorazioni specifiche immunoistochimiche non eseguibili in estemporanea durante l'intervento chirurgico.

La valutazione del linfonodo sentinella nel melanoma consente sicuramente una migliore stadiazione della neoplasia consentendo di identificare precocemente delle micrometastasi che in passato venivano misconosciute in circa il 15%  dei pazienti. La frequenza di micrometastasi da melanoma nel linfonodo sentinella è proporzionale allo spessore in millimetri della lesione primitiva con valori dal 5% al 35%.

I vantaggi offerti da questa procedura sono ovvi da un punto di vista diagnostico poichè consentono di valutare accuratamente la evoluzione della neoplasia mentre da un punto di vista terapeutico consentono di identificare quei pazienti che possono beneficiare dalla esecuzione di una linfadenectomia radicale locoregionale e soprattutto quei pazienti ai quali quest'ultimo intervento non può comportare alcun beneficio terapeutico ed ai quali  può essere risparmiato.

La biopsia del linfonodo sentinella trova indicazione anche nel trattamento di altre neoplasie come ad esempio i tumori della mammella, gli epiteliomi spinocellulari (spinaliomi), i tumori di merkel, ed i tumori cutanei degli organi genitali. Anche per queste neoplasie consente di identificare precocemente micrometastasi linfonodali e di porre quindi delle indicazioni razionali alla esecuzione di una linfadenectomia radicale.

Tecnicamente l'intervento viene eseguito in regime di day hospital e viene preceduto, il giorno precedente od immediatamente prima dell'intervento, da una linfoscintigrafia preoperatoria eseguita da un medico nucleare.

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