Il Melanoma Maligno Della Cute

L'Importanza Di Una Diagnosi Precoce

Il Melanoma è una neoplasia cutanea maligna che può svilupparsi da un preesistente nevo della pelle oppure può insorgere direttamente su cute sana (vedi fotogallery). L'esposizioni solari eccessive e  ripetute  rappresentano l'unico fattore esterno corresponsabile della degenerazione di un nevo benigno in un melanoma. In particolare scottature solari ripetute sembrano statisticamente correlate con una maggiore frequenza di insorgenza di melanomi cutanei.

La gravità di un melanoma è correlata con il suo spessore al momento della diagnosi che deve essere sempre effettuata in base ad una asportazione chirurgica completa delle lesioni. Eventuali ritardi diagnostici si traducono sempre in diagnosi più tardive e quindi in prognosi quoad vitam peggiori. Di conseguenza la  diagnosi precoce è la migliore arma che abbiamo a disposizione nella lotta contro il melanoma maligno. Per tali motivo i pazienti devono  assumere l'abitudine di farsi sottoporre  a  visite periodiche, con cadenza variabile a seconda del quadro clinico individuale,  associate in caso di sospetti clinici ad una epiluminescenza cutanea , oppure a visite di controllo straordinarie in caso di modificazioni improvvise di nevi preesistenti.

Le modificazioni di un Nevo, che devono essere oggetto di approfondimento diagnostico immediato, sono rappresentate da alterazioni  del bordo (irregolarità, in dentature o estroflessioni), del colore (colore più scuro, disomogeneità ), della superficie (comparsa di noduli o ulcerazioni), delle dimensioni ( accrescimenti improvvisi di lesioni stabili da tempo), della cute circostante (arrossamenti o sbiancamenti). In questi casi una visita straordinaria sarà in grado di escludere condizioni di rischio oppure potrà consentire di stabilire le indicazioni chirurgiche alla asportazioni di lesioni sospette che potranno poi risultare benigne, displastiche oppure potranno risultare già trasformate in melanomi maligni. Intervenire così precocemente tuttavia consente  di asportare melanomi di spessore minimo che consentono una completa guarigione clinica nella quasi  totalità dei casi.  
 

La Terapia Chirurgica

 

Nel  caso di un sospetto melanoma cutaneo l'iter terapeutico prevede una iniziale biopsia escissionale eseguita asportando la lesione sospetta con un margine di cute sana circostante  3-5 mm. Questo consente di ottenere una diagnosi istologica certa di benignità o di malignità della lesione ed, in quest'ultimo caso,  consente di fornire una indicazione sullo spessore del melanoma asportato che è l'elemento fondamentale per definire tutto l'iter terapeutico chirurgico successivo.

La terapia chirurgica del melanoma cutaneo consiste infatti di un protocollo universalmente accettato ed adottato universalmente. In  presenza di melanomi di spessore inferiore a 0,75 mm  è previsto solamente un ampliamento della precedente asportazione chirurgica bioptica per ridurre il rischio di riprese locali della malattia. In caso di melanomi di spessore superiore,  ma ancora in assenza di manifestazioni secondarie di malattia quali metastasi linfonodali o in organi interni, il protocollo prevede l'ampliamento della pregressa exeresi (asportazione di 1 o 2 cm di cute sana circostante alla precedente cicatrice bioptica) associato ad una Biopsia del Linfonodo Sentinella.

Quest'ultima procedura
, eseguita da mani esperte in anestesia locale con minimi disturbi per i pazienti, consiste nella asportazione di uno specifico linfonodo, identificato preoperatoriamente mediante una particolare linfoscintigrafia, che consente di effettuare una rilevazione precoce della presenza di metastasi linfonodali utile sia a fini prognostici che per fornire una indicazione razionale alla esecuzione di una asportazione completa dei linfonodi locoregionali (linfadenectomia radicale). La frequenza di interessamento del linfonodo sentinella mediamente è del 15% dei casi con una frequenza direttamente proporzionale allo spessore del melanoma primitivo ( 1-2mm: 7%; 2-4 mm 18%; >4mm: 35%).

Qualora il linfonodo sentinella risulti interessato da micrometastasi e venga eseguita una linfadenectomia radicale la percentuale di ulteriori metastasi in altri linfonodi è di circa il 15%, ma molto raramente sono state rilevate  ulteriori metastasi linfonodali, oltre a quelle rilevate nel  linfonodo sentinella,  in presenza di melanomi primari di spessori inferiore a 1,5 mm.

Tutti i pazienti sottoposti alla asportazione di un melanoma cutaneo vengono inseriti in un programma accurato di controlli postoperatori clinici e strumentali che consisteranno in esami ematochimici di laboratorio , esami strumentali (ecografia, TAC, RMN, PET) utili a monitorare il decorso della malattia ed a identificare immediatamente eventuali riprese della malattia per prendere gli opportuni provvedimenti terapeutici chirurgici e medici.

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